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Conoscere meglio le intolleranze alimentari
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Prima di tutto distinguiamo allergia alimentare ed intolleranza alimentare.

La prima è dovuta ad una reazione del sistema immunitario che, a contatto con la sostanza, genera una reazione di vario tipo (es.: il glutine per i celiaci).

La seconda rende difficile la digestione, provoca infiammazioni intestinali, ma non genera una reazione del sistema immunitario.

In Italia ci sono circa 580 mila allergici al glutine, ma solo il 16% lo sa e ha una diagnosi in tasca. L'intolleranza più diffusa, quella al lattosio, colpisce a tutte le età e tantissimi soggetti.
Quanti siano, però, gli italiani "malati" per colpa del cibo è difficile da stabilire.

Nel 2003 lo studio Icona dellIstituto Superiore di Sanità (dedicato in realtà alla copertura vaccinale) ha scoperto che l'8% delle mamme italiane riferisce che il proprio bambino ha sofferto o soffre di intolleranze alimentari.
In realtà è un allarme eccessivo, che non corrisponde alla realtà dei fatti.
Uno studio effettuato nell'Università di Portsmouth, in Gran Bretagna, ha rivelato che un adulto su cinque pensa di essere allergico o intollerante, ma la maggior parte si sbaglia.

Una volta individuato il cibo che determina intolleranza, bisogna seguire scrupolosamente una dieta priva dell'alimento incriminato per circa tre mesi, per poi reinserirlo nella dieta gradualmente e mantenerlo sempre a piccole dosi; resta di fondamentale importanza mangiare tutto; per mantenersi sani.



Più difficile è farlo con il bambino, che sfugge alla vigilanza alimentare dei genitori.
I genitori ormai sanno che, in caso di bambini che hanno già avuto reazioni, devono stare attenti e leggere con attenzione le etichette di ogni cibo e, nei casi più gravi, seguire la prescrizione dei medici portando con loro una iniezione di adrenalina pronta all'uso".
Si tratta ovviamente di casi limite.
Spesso bastano dei farmaci sintomatici come i probiotici o fermenti lattici, per le forme intestinali o antistaminici, in caso di dermatite o orticaria.

In gravidanza è falsa l'informazione che dice che in gravidanza si debba stare attente a ogni ingrediente per paura che il bambino possa nascere allergico.
Perchè non ci sono studi che confermino in maniera assoluta questo pericolo, anzi si consiglia alle mamme in gravidanza o che allattano una dieta sana, equilibrata e corretta se in assenza di problemi specifici.

E' invece vero che chi soffre di allergia ai pollini ha un rischio più alto di non poter mangiare alcuni tipi di frutta e verdura per reazione a questi ultimi.
Questo fenomeno si chiama allergie crociate: per esempio, chi vive in zone in cui sono presenti molte betulle, ed è allergico al polline, è più facile che soffra dopo il morso ad una mela; perchè nella mela e nel polline di betullapossono essere presenti molecole analoghe per cui un morso alla mela può causare, negli allergici ai pollini di betulla, arrossamenti e gonfiore di labbra, bocca e gola, fino ad un grave senso di soffocamento.



Ovviamente le intolleranza, come le allergie, possono dipendere anche dalla zona di residenza e dal cibo ingerito.
Grazie ad un progetto di ricerca internazionale e multidisciplinare sulle intolleranze al cibo, guidato da Clare Mills dell'Institute of Food Research di Norwich, è stato possibile disegnare una mappa delle allergie.
È curioso scoprire che in Svizzera c`è la più alta percentuale di abitanti allergici al sedano, in Islanda al pesce.
Persino in Italia c`è una linea gotica delle intolleranze: lo studio ha scoperto che, sopra Firenze, l'intolleranza alla mela riguarda la polpa del frutto, mentre al Sud a scatenare l'allergia è più spesso la buccia.