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Le malattie mentali
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Le malattie mentali costituiscono un problema di grande rilievo sociale in tutte le classi di età e rappresenta una sfida notevole per la salute pubblica

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i disturbi mentali siano ai primi posti come carico di sofferenza e di disabilità per la popolazione e che tendano all'aumento nei paesi industrializzati.

In uno studio nazionale recente è risultato che in Italia poco meno del 10% della popolazione soffre nell'arco di un anno di uno dei disturbi mentali più frequenti e più noti, quali depressione e ansia; inoltre poco meno dell'1% della popolazione soffre di disturbi meno frequenti e più difficili da capire.

Inoltre sono molto numerose le persone che hanno problemi psicologici cosiddetti “sottosoglia”, che non sono abbastanza gravi perchè si possa fare una diagnosi secondo i criteri delle classificazioni internazionali delle malattie, ma che comunque provocano malessere e difficoltà nella vita di tutti i giorni.

Si stima che circa il 3% della popolazione avrebbe bisogno di ricorrere a prestazioni di specialisti (servizi di salute mentale, psichiatri, psicologi, riabilitatori e altri operatori psichiatrici).

Le malattie mentali

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i disturbi mentali siano ai primi posti come carico di sofferenza e di disabilità per la popolazione e che tendano all'aumento nei paesi industrializzati.

In uno studio recente è risultato che in Italia poco meno del 10% della popolazione soffre nell'arco di un anno di uno dei disturbi mentali più frequenti, quali depressione e ansia; inoltre, poco meno dell'1% della popolazione soffre di disturbi meno frequenti, più difficili da capire e spesso più gravi. Sono molto numerose le persone che hanno problemi psicologici cosiddetti “sottosoglia”, che non sono abbastanza gravi perchè si possa fare una diagnosi secondo i criteri delle classificazioni internazionali delle malattie, ma che comunque provocano malessere e difficoltà nella vita di tutti i giorni.

Vi siete chiesti come mai sopra si è parlato di disturbi e non di malattie?

Si preferisce parlare di disturbi perché non si conoscono ancora bene le cause di queste condizioni, perchè alcune diagnosi sono ancora controverse (gli esperti hanno pareri diversi) e perché esse sono molto influenzate dalle situazioni di vita e dalle esperienze personali.

I sintomi principali

Per farsi un'idea dei vari disturbi mentali, è forse meglio parlare non dei disturbi stessi, ma dei sintomi che possono essere presenti, in modo diverso da disturbo a disturbo.

Alcuni di questi sintomi sono comuni, tanto che molte persone li hanno sperimentati in qualche momento della loro vita.

E' utile innanzitutto precisare che cosa si intende per “sintomo” in psicologia e in psichiatria. Un sintomo è tale quando:

  • causa malessere e sofferenza;
  • senza aiuto, non è controllabile da chi ne soffre (ad esempio una persona che non vorrebbe pensare a cose che la preoccupano troppo non riesce a non pensarci);
  • causa difficoltà nella vita di tutti i giorni, impedendo alla persona di fare le sue normali attività o di farle bene (ad esempio chi soffre di depressione può non riuscire a studiare o a fare bene i lavori di casa);
  • è quasi sempre sproporzionato rispetto alle circostanze (ad esempio chi soffre di depressione si può sentire molto colpevole per sbagli insignificanti o chi soffre di ansia si può preoccupare molto per rischi che gli altri affrontano senza neanche pensarci).
Si possono curare?

Per tutti questi sintomi ci sono interventi notevolmente efficaci, cioè capaci di ridurne l'intensità e la durata. Si tratta sia di farmaci che di interventi psicosociali, individuali e di gruppo, quali psicoterapia, psicoeducazione, riabilitazione e insegnamento di abilità sociali ed anche la partecipazione a gruppi di mutuo aiuto.

Si stima che circa il 3% della popolazione avrebbe bisogno di ricorrere a prestazioni di specialisti (servizi di salute mentale, psichiatri, psicologi, riabilitatori e altri operatori psichiatrici).

Sono pericolosi?

Va detto innanzitutto che le persone che soffrono di schizofrenia per lo più sono miti ed indifese, spesso anche depresse, e sono molto più spesso vittime di reati che autori di reati. E' anche purtroppo ancora frequente che commettano suicidio. Se chi soffre di schizofrenia è ben trattato da servizi competenti che lo seguono con regolarità, la possibilità di atti violenti verso gli altri è minima.

In genere cioè chi soffre di schizofrenia va trattato esattamente come qualunque altra persona: se è violento o formula minacce o ha spesso un comportamento molto disturbante, va segnalato perché i servizi psichiatrici e, raramente, anche le forze di sicurezza prendano i provvedimenti del caso, che tengano conto del proprio disturbo mentale.

Lo ripetiamo, se chi soffre di schizofrenia è ben curato, non è pericoloso. La legge italiana prevede che durante una crisi la persona che soffre di un disturbo mentale grave, se rifiuta di curarsi, può essere ricoverata anche contro la sua volontà, finché la situazione di emergenza non è passata. Si tratta del cosiddetto Trattamento Sanitario Obbligatorio, o TSO. E' possibile anche l'Accertamento Sanitario Obbligatorio, se vi sono validi motivi per credere che qualcuno che rifiuta di incontrarsi con lo psichiatra soffra di un disturbo mentale grave.

Ogni tanto la stampa riporta casi di cronaca nera in cui l'omicida soffre di un disturbo mentale grave. Per lo più si tratta o di gravi depressioni o di schizofrenia. Sono casi molto rari, se si pensa a quanto tali disturbi siano frequenti.

Se si fa una inchiesta mirata non tanto a trovare il colpevole, quanto a capire cosa fare per rendere questi orribili eventi sempre meno frequenti, si scopre, di solito, che si tratta di persone che non sono in cura o che, per motivi spesso indipendenti dalla volontà dei singoli professionisti della psichiatria, non sono state seguite come avrebbero dovuto.