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L'influenza: le complicanze
Normalmente l'influenza è una malattia semplice, ma in alcune persone, soprattutto le più deboli come quelle anziane, si possono sovrapporre altri disturbi, definiti complicanze.

Le complicanze dell’influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (ad esempio malattie croniche dell’apparato cardiovascolare o respiratorio), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini).

Le complicanze respiratorie sono le più frequenti, soprattutto le polmoniti a sovrapposizione batterica. Nella polmonite batterica, dopo che il paziente con influenza è migliorato, si assiste alla ricomparsa della febbre preceduta da brivido e le condizioni generali vanno rapidamente peggiorando.

Oltre alle polmoniti batteriche, complicanze possono essere anche le polmoniti virali, di solito ad elevata mortalità. La letteratura conferma l'importanza della vaccinazione antinfluenzale nel diminuire sia l'ospedalizzazione che la mortalità per polmonite.

Vi sono poi le complicanze cardiache. Infatti, a seguito dell'influenza, possono comparire alterazioni del ritmo cardiaco, dei toni cardiaci, segni di insufficienza cardiaca. Soprattutto negli anziani, si può avere improvvisamente arresto cardiaco e morte.

È difficile dire se tutto ciò sia dovuto ad una vera e propria miocardite, cioè un'infezione del cuore; è certo che in alcuni casi di miocardite, ad esempio durante l'epidemia di Asiatica, è stato isolato il virus influenzale dal miocardio.

Altre complicanze

Una complicanza particolarmente grave può essere l'encefalite, affezione neurologica più frequente nei bambini. Un'altra complicanza dell'influenza, che si manifesta quasi  esclusivamente nel bambino, è la sindrome di Reye.

Essa può comparire nei bambini o ragazzi da 6 mesi a 18 anni, in terapia prolungata con aspirina, ed è caratterizzata da encefalopatia acuta con alterazione dello stato di coscienza, degenerazione grassa del fegato, in assenza di qualsiasi altra spiegazione. I diabetici, invece, possono andare incontro ad un aggravamento della malattia, con sviluppo di chetoacidosi.

Questa complicazione può associarsi ad ipopotassiemia e portare a gravissime conseguenze. Una particolare attenzione anche va rivolta alle donne in gravidanza, che possono andare incontro a complicazioni a carico del sistema cardio-respiratorio, con conseguenti danni al feto da ipossia, cioè carenza di ossigeno.

Come si previene

La vaccinazione costituisce la principale misura di prevenzione per il singolo e la collettività.

Il raggiungimento di elevate coperture vaccinali nei gruppi “a rischio”, ma anche nella popolazione generale, aumenta notevolmente le probabilità di non ammalarsi e riduce le forme gravi e complicate di malattia e la mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio.

 


Fonte: Ministero della Salute