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Cosa scegliere per una sana colazione?
Alimenti a basso indice glicemico
Permettono di mantenersi sazi molto più a lungo e di mangiare meno durante il giorno, con conseguente vantaggio in termini di peso e salute

La colazione, si sa, è il pasto più importante della giornata e va assunta in modo equilibrato e con i giusti tempi.
Bere un caffè di corsa, non significa fare colazione ed è molto dannoso per la salute.

Uno dei problemi a cui va incontro chi fa colazione al mattino è il picco di glicemia durante la mattinata, che porta il soggetto ad avere fame e a cercare qualsiasi snack pur di calmarla.

Tutto ciò deriva dall'indice glicemico degli alimenti assunti durante la colazione.

I dolci elaborati i prodotti con molto zucchero sono ad alto indice gliecemico, vengono smaltiti rapidamente, ma non lasciano il senso di sazietà a lungo.

Invece assumendo alimenti a basso indice glicemico si resta sazi addirittura fino all'ora di pranzo, mangiando meno in questa fase e ignorando completamente lo spuntino in mattinata.

Per indice glicemico si intende la velocità con cui sale la glicemia in seguito all’assunzione di un quantitativo di un alimento contenente 50 g di carboidrati: i cibi con un indice elevato si digeriscono velocemente ma provocano fluttuazioni più ampie della glicemia e saziano per poco, mentre quelli a basso indice glicemico sono più graduali sia nell'essere assorbiti che soprattutto nell'indurre l'aumento di zuccheri e insulina nel sangue.

In questo grafico si vede bene come il cibo con IG alto (la curva in alto) porti un elevato aumento della glicemia in tempi rapidi ed un altrettanto rapido abbassamento, che causa attacchi di fame.
Invece il cibo con IG basso (la curva in basso) porta un lento aumento della glicemia nel sangue mantenendo molto più stabile il suo livello nel tempo.

Per questo gli alimenti con IG basso sono altamente consigliati per i diabetici.

In uno studio presentato all'ultimo convegno dell'Institute of Food Technologists di Chicago, i ricercatori hanno aggiunto alcune mandorle alla colazione di un gruppo di pazienti con ridotta tolleranza al glucosio: consumando mandorle intere, un cibo a basso indice glicemico, i soggetti avevano un aumento della glicemia lento e stabile, il che si è tradotto in una riduzione dell'appetito anche all'ora di pranzo.

Tutto questo porta vantaggi enormi perchè quando si assume un cibo a basso indice glicemico a colazione spontaneamente si mangia meno durante la giornata e questo favorisce il mantenimento del peso e di una buona forma fisica, senza nessuna sofferenza.
E' un fattore non trascurabile, soprattutto da chi desidera dimagrire ed ha sempre fame, così si sente in colpa perchè non riesce a mantenersi, mangia comunque ingrassando e non raggiunge mai il peso desiderato.
Bisogna sempre ricordare che la dieta mette in gioco soprattutto la psiche e non è solo la debolezza umana ad impedire di seguire una dieta, ma la scelta degli alimenti giusti o sbagliati, che portano più o meno al successo di tale dieta.

Per avere un'idea dell'indice glicemico degli alimenti bisogna considerare che più sono semplici e naturali gli alimenti più è basso l'indice glicemico di questi ultimi (salvo rare eccezioni); quanto più sono elaborati i cibi (soprattutto farinacei complessi, come dolci, merendine, pane e pasta...) tanto più alto è il loro indice glicemico.


Per una colazione equilibrata a basso indice glicemico perciò è meglio scegliere uno yogurt, soprattutto se scremato, il latte, la crusca di riso o i cereali integrali; meglio ridurre invece il pane bianco (se proprio si vuole una fetta di pane, quello d'orzo ha un indice glicemico inferiore), ma anche i biscotti o i dolcetti troppo elaborati; volendo qualcosa di dolce, si può optare per un po' di cioccolato senza zucchero.

Sicuramente è bene fare la colazione: secondo alcune indagini almeno una persona su tre esce al mattino senza aver toccato cibo da una a tre volte alla settimana e questo invece di far dimagrire, come ritengono molti (non mangio = dimagrisco) fa ingrassare, perchè altera tutti gli equilibri dell'organismo.