02/03/2018

Cenni brevi sulle allergie stagionali

L’allergia ai pollini (anche chiamata raffreddore da fieno o, meglio, rinite allergica) è una condizione molto diffusa che colpisce fino al 20% della popolazione, con uno più dei seguenti sintomi:

naso che cola e congestione nasale, prurito agli occhi e/o occhi che lacrimano, starnuti, tosse, prurito al naso, sul palato o in gola, pressione al petto e dolore facciale, gonfiore agli occhi e occhiaie bluastre (occhiaie allergiche), diminuzione del senso del gusto o dell’odorato.

Si manifestano i sintomi descritti in caso di reazione allergica al polline, una sostanza che si trova nell’aria sotto forma di polvere sottile rilasciata dalle piante come parte del loro normale ciclo riproduttivo. Il polline contiene in particolare proteine che scatenano una reazione, chiamata "anafilassi", nei soggetti allergici che, a seconda del livello di severità, presentano reazioni cutanee, broncocostrizione, edema, ipotensione fino allo shock anafilattico con possibile insorgenza di coma, a volte letale.

Tra i pollini più a rischio di allergia troviamo graminacee, ambrosia, parietaria, betullacee.

L’allergia può comparire a qualsiasi età, ma in genere inizia nell’infanzia o durante l’adolescenza. In molti casi i sintomi migliorano con l’età, in alcuni soggetti fortunati (circa il 10-20%) possono anche andare a sparire completamente.

La prevenzione e l'utilizzo di alcuni piccoli accorgimenti, come ad esempio evitare passeggiate nei prati durante la stagione dei pollini, insieme al trattamento dell'allergia in fase acuta sono di fondamentale importanza. Il trattamento omeopatico ricopre un ruolo fondamentale nel trattamento dell'allergia, sia come prevenzione che durante la fase acuta, associato ovviamente ai farmaci allopatici come cortisone o antistaminici.